Presidente Trementozzi, prima della fine del 2025 c’era un proposito in mente, la voglia di portare a casa un trofeo. Com’è andata la finale? Cosa ti porti di buono e su cosa bisogna ancora lavorare?

Sicuramente il 4-3 finale, a mio modo di vedere, ma penso a modo di vedere di tanti, non rispecchia quello che si è visto in campo. Se la partita fosse finita perlomeno ai supplementari, sarebbe stato un risultato più giusto, ma accettiamo serenamente il verdetto del campo. Sicuramente c’è molto di buono, abbiamo avuto tra le migliori in campo due 2013, quindi le più piccole, il che significa che c’è in atto un processo di crescita importante. Perdere una finale dà fastidio, anche perché è la terza di fila, ma sicuramente abbiamo vinto dal punto di vista della crescita visto che abbiamo giocato contro avversarie anche quattro anni più grandi.

Siete usciti con i complimenti di tutto l’ambiente e soprattutto con una consapevolezza, che quello che sembrava un gap che qualche anno fa era abbastanza incolmabile, invece adesso si è molto ridotto

Diciamo che rispetto all’anno scorso la differenza tra noi e Falconara è completamente annullata. Ora bisogna limare le distanze minime, o i dettagli, come si dice. Una volta limati quelli, ad oggi credo che la Boca se la gioca a viso aperto, Falconara non è più un tabù.
Abbiamo anche vinto al Palabadiali poco prima della finale, quindi adesso è proprio una questione di dettagli, ed anche un pizzico di fortuna ci è mancata, visto che ci sono mancate due pedine importanti come Agnese e Sofia proprio due giorni prima del match.

Che emozione é stata ieri assistere con le ragazze alla finale di Pescara?

Ieri siamo stati a Pescara, allo Stadio Adriatico, per vedere Juventus-Roma, Supercoppa femminile Serie A. È stata una bella esperienza, eravamo molte, 40 persone, ragazze, famiglie, dirigenti, mister.
È una bellissima esperienza, le ragazze hanno visto cosa significa giocare ad alti livelli in Serie A perché si affrontavano le due squadre più forti d’Italia in questo momento. Quindi nei loro occhi c’era proprio la passione e la voglia di dire chissà che un giorno qualcuna di noi possa ripercorrere quella strada. Si rivedevano un po’ in coloro che erano in campo immaginandosi in futuro.

Che cosa hai in mente per questo inizio 2026 e come procedono l le attività?

Questo fine settimana cominciamo con l’Under 13, l’Under 10 di calcio a 5 femminile che andrà a coprire il buco che c’è da adesso a metà febbraio, quando poi ricominceranno tutti i campionati. In questo modo si faranno 4-5 partite per non stare ferme ed è un modo anche per loro per giocare con sole femmine visto che fino ad adesso abbiamo giocato sempre con i maschi, a parte le grandi. Così invece abbiamo un modo di far giocare tutte, dalle 2012 alle 2018, con varie categorie ovviamente. Poi si ripartirà a febbraio con i primi calci, con i pulcini, con l’Under 15, con gli esordienti. Sempre un continuo organizzare partite.

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